lunedì 18 gennaio 2021

Come fare un deodorante naturale fai da te.



Scritto da



Ilaria Rucco
Ficcata, inviata speciale di Ficcatelo in Tasca



Siamo in pieno inverno ed indossiamo perennemente le mascherine, ma mancano pochi mesi all’estate e possiamo mai farci trovare impreparati davanti ad un bell’abbraccio avvolgente (si spera)?
Possiamo mai rischiare di emanare odori sgradevoli?
Assolutamente NO! Quindi oggi parleremo o meglio, scriverò, di deodoranti!

Prima di tutto faccio un mea culpa. Da apprendista ecologista quale sono, avevo da subito dato per scontato che l’alluminio nei deodoranti in commercio facesse male.
Come volevasi dimostrare, sul sito dell’AIRC (che è la fondazione per la ricerca sul cancro) è riportato che non è stato ancora provato il collegamento tra il cancro della mammella e il contenuto di alluminio e parabeni nei deodoranti, ma nel dubbio meglio evitare, no?
Inoltre c’è da dire che c’è stato un periodo della mia vita in cui ho provato mille e più deodoranti, dai “commerciali” a quelli bio, ma non facevano più effetto come prima, quindi forse il mio corpo stava cercando di comunicarmi qualcosa.

Capitò che qualche anno fa un mio caro amico mi regalò parecchio burro di karité purissimo proveniente dal Senegal, ma all’epoca ero ancora una novellina e quindi cominciai a cercare su internet i vari usi e ho trovato quello del deodorante fai da te. 
Poiché sempre da apprendista ecologista quale sono, sono anche fermamente convinta che sia meglio autoprodurre che comprare, ho deciso di provare e il risultato, personalmente, è stato strepitoso!

Per preparare questo tipo di deodorante vi occorreranno:
- burro di karité (10 g)
- amido di mais (10 g)
- bicarbonato (20 g)
- oli essenziali vari

Le quantità che ho elencato sono perfette per un comune contenitore da crema per il viso da 50 ml, così è anche facilmente trasportabile in aereo (quando si potrà tornare a viaggiare).

Per quanto riguarda il discorso degli oli essenziali bisogna aprire una piccola parentesi, nel senso che dipende dal tipo di burro di karité che utilizzerete.
Quello puro solitamente “puzza” un pochino, per cui dovrete aggiungere più oli, ma comunque non vi è una quantità precisa, è un po’ “a sentimento”, come si dice dalle mie parti.
Ultimamente sto utilizzando un olio fragranza acquistato sul sito www.zenstore.it e che si chiama “Androgyny”: mi piace molto perché è una fragranza che ricorda un profumo maschile (e a me piacciono molto i profumi maschili), ma comunque è molto delicato.

Il procedimento è molto semplice: si scioglie a bagnomaria il burro di karité (anche direttamente nel contenitore della crema) e poi si aggiungono amido di mais e bicarbonato nell’ordine che preferite. Una volta mescolato tutto si aggiungono gli oli essenziali finché non avrete ottenuto una consistenza cremosa e spalmabile. 





Riguardo agli oli essenziali, io uso 10 o 5 gocce di tea tree, menta, lavanda, salvia, lemongrass, patchouli, yling-ylang e olio 31 erbe…insomma, quelli che avete a disposizione! 
Fondamentali sono sicuramente il tea tree e la salvia che svolgono funzioni antibatteriche, poi dipende dalla profumazione che amate.
Se volete potete aggiungere anche qualche goccia di vitamina E e un conservante che si chiama Cosgard, ma anche non mettendolo non ho mai avuto problemi di irrancidimento.

Ricapitolando, quali sono i vantaggi di un deodorante naturale fai da te?
- abbattimento dei costi
- materie prime facilmente reperibili
- utilizzo di prodotti naturali
- lunga durata del prodotto (ho fatto la prova da inizio ottobre e il deodorante è durato giusto 2 mesi)
- riciclo dei contenitori di crema
- rapidità nella preparazione

Gli svantaggi potrebbero essere legati a chi ha la pelle particolarmente sensibile e quindi può avere fastidi col bicarbonato. A me sarà successo un paio di volte in tutti questi anni, ma mi sono sempre trovata bene, per cui direi di provare e vedere come va!
E come dice il buon vecchio Dante Alighieri “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.
Buono spignattamento!!

venerdì 11 dicembre 2020

Stop agli assorbenti usa e getta! Il ciclo diventa green.





Scritto da
Ilaria Rucco
Ficcata, inviata speciale di Ficcatelo in Tasca


Negli ultimi anni l’argomento “ambiente” è ormai alla portata di tutti, tra smartphone, tablet, social e piccolo schermo non abbiamo davvero più scuse per non stare attenti. 
Non possiamo più dire “non lo sapevamo”.
Non più.
Siamo tutti complici consapevoli della devastazione che sta distruggendo il nostro pianeta.
Ed è per questo che nel mio piccolo scelgo di compiere scelte più “ecofriendly”, consapevole di essere una goccia d’acqua in un oceano, ma sempre con la speranza di riuscire a cambiare un pochino le nostre cattive abitudini.

Oggi vi voglio parlare, anzi, scrivere, di un argomento ancora tabù: il ciclo mestruale femminile!
Ma certamente non starò qui a farvi una lezione di anatomia, né tantomeno di endocrinologia.

Voglio solo riportarvi alcuni valori e stime che ormai si trovano abbondantemente su internet, per cui sarò breve e concisa:
- se una donna ha il ciclo mediamente per 40 anni e consideriamo 6 giorni al mese, fanno 2880 giorni;
- 2 miliardi di donne hanno il ciclo mestruale;
- I tamponi e/o assorbenti utilizzati mediamente da ogni donna sono dagli 11mila ai 16mila.

E dove andranno mai a finire tutti questi rifiuti?
Semplice: in discarica, inceneritori o, ancora peggio, ce li ritroviamo nei mari e sulle spiagge.



E poiché siamo tutti complici consapevoli del disastro che stiamo apportando all’ambiente, io ho deciso di adottare delle soluzioni meno impattanti.

Ho cominciato un po’ tardi in realtà, ma non è mai troppo tardi.
Un paio di anni fa ho acquistato degli assorbenti lavabili, e un paio di settimane ne ho comprati degli altri dato che mi sono trasferita.


Di assorbenti lavabili ce ne sono di mille tipi, mille fantasie e mille grandezze. Basta solo scegliere e provare! (Questi nella foto li ho acquistati sul sito https://floatinglotuspads.com/)
La parte a contatto con la nostra vulva è generalmente realizzata in bamboo, che è un materiale naturalmente anti-batterico e anti-odore. All’interno vi sono strati in microfibra, che sono super assorbenti, mentre la parte nera è in PUL, un materiale waterproof.
Dal punto di vista pratico non ho mai riscontrato difficoltà, paure o altro. Quando cambio l’assorbente lo metto in una bacinella con acqua fredda e strofino la macchia con un po’ di sapone, per “togliere il grosso”, come si dice dalle mie parti. E poi lo metto in lavatrice con gli altri indumenti, a 40°.
NOTA BENE: mi raccomando, non facciamo una lavatrice solo per gli assorbenti! Ma di questo ne parleremo un’altra volta…

Finalmente la svolta è giunta questa estate con un aggeggio ancora meno impattante: la fantastica coppetta!
Devo fare un grande mea culpa, si…sono sempre stata restia a provarla perché mi chiedevo “E dove la infilo? E come la infilo? E se rimane incastrata?”.
Poi a fine luglio avevo prenotato un weekend in Sicilia e avrei fatto il mio primo bagno del 2020! Ma poi tac, ciclo in anticipo (ovviamente, che sfiga!), ed io non volevo assolutamente rinunciare al mare, sicché mi decido a comprare la coppetta!



Dopo aver guardato millemila video su you tube, mi accingo a provarla.
Devo ammettere che il primo impatto non è stato dei migliori, anche perché ho stupidamente subito seguito il consiglio di tagliare la parte superiore!
Paura per inserirla e panico per toglierla, della serie “E ora che faccio? Vado in ospedale???”.
È tutto assolutamente normale, ma vi posso assicurare che una volta provata non la abbandonerete più! 
Non si sente, vi dimenticherete di averla e vi dimenticherete di avere il ciclo!!!
E non userete nemmeno un assorbente…magari i primi giorni e le prime volte, per stare più sicure, potrete abbinarci un assorbente lavabile, ma fino a pochi giorni fa io non ho mai avuto perdite!

Venendo ai dettagli tecnici, prima di utilizzarla la coppetta deve essere sterilizzata, mentre quando si cambia bisogna svuotarla e sciacquarla con acqua e sapone. Semplicissimo e velocissimo, ovviamente se non avete fobie riguardo alla vista del sangue.

Bene, io ho concluso.
Vi ho riportato la mia piccola esperienza e pensate che ora vivo ad Edimburgo, dove gli assorbenti costano pochissimo e da qualche settimana è stato anche approvato il cosiddetto “Period Product (Free Provision) Bill”, per cui verranno distribuiti gratuitamente gli assorbenti alle donne che ne avranno bisogno.
Bellissima iniziativa, ma “è facile tornare con le tante stanche pecore bianche. Scusate, non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera”.



venerdì 20 novembre 2020

Evento a Valenzano

Presenti anche i nostri cartelli all'evento di sensibilizzazione ambientale con raccolta rifiuti e donazione 10 alberi alla cittadinanza del Comune di Valenzano (BA), comune aderente a Ficcatelo in Tasca. Con #spazioeventiecologia @si.eco_spa









giovedì 12 novembre 2020

Ficcatelo Valenzano!

Il Comune di Valenzano aderisce a Ficcatelo in Tasca e insieme a SIECO lancia la campagna contro i rifiuti abbandonati per strada.


Aderisci anche tu gratis! Scopri come clicca qui



sabato 24 ottobre 2020

Ficcatelo Roseto Valfortore!

 Il Comune di Roseto Valfortore in provincia di Foggia aderisce a Ficcatelo in Tasca, movimento contro i rifiuti abbandonati per strada, per la sua lotta contro chi non rispetta l'ambiente.





martedì 22 settembre 2020

Ficcatelo Valenzano!

Il Comune di Valenzano, in Provincia di Bari, aderisce a Ficcatelo in Tasca per la lotta contro i rifiuti abbandonati nell'ambiente in collaborazione con SIECO Spa.







giovedì 26 marzo 2020

Il Coronavirus diminuisce l'inquinamento



Lo stop al traffico e alle attività produttive di queste settimane, ha diminuito l'inquinamento in Cina e anche in Italia.

Grazie alle riprese satellitari fatte nelle ultime settimana da Copernicus, il progetto che monitorizza l’atmosfera dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), possiamo vedere che dal’11 Gennaio sono diminuite in Italia le emissioni di diossido di azoto, uno dei principali gas inquinanti prodotti da veicoli a motore, centrali elettriche e da altri impianti industriali.



In Cina le emissioni di anidride carbonica sono diminuite del 25% fra il 3 Febbraio e il 1 Marzo grazie alle misure di contenimento del coronavirus. Gli effetti si possiamo vedere nell'immagine sottostante fornita dalla NASA, dove è evidente la riduzione della densità di biossido di azoto in Cina tra Gennaio e Febbrai nella sua troposfera, la regione dell'atmosfera che dal suolo si estende fino a 10-15 km e dove la temperatura decresce con la quota.
  

Visto che la Cina emette il 30% dell'inquinamento mondiale, secondo l'articolo della CNN, grazie al Coronavirus non sono state emesse in atmosfera ben 200 milioni di tonnellate di anidride carbonica secondo gli studi di CREA, Center for Research on Energy and Clean Air, organizzazione che fa ricerca sull'inquinamento atmosferico.
Infatti i voli aerei interni alla Cina sono diminuiti del 70% come è diminuita la produzione di acciaio e l'estrazione di petrolio. Il calo delle emissioni è grazie soprattutto alla riduzione del consumo di carbone, il combustibile fossile più inquinante molto usato anche in Cina.

Anche in Italia lo stop al traffico automobilistico specialmente diesel ha contribuito alla diminuzione delle emissioni di CO2 in atmosfera.
Grazie allo stop dell'azione inquinante dell'uomo, la natura torna a respirare aria pulita. 
A Venezia infatti le acque dei canali tornano ad essere più limpide dove è possibile vedere il fondale e i pesci.



Anche in Versilia gli animali selvatici si sono riappropriati delle strade asfaltate in assenza del traffico automobilistico.

A Milano spuntano nel parco delle lepri.



Nel porto di Cagliari nuotano dei delfini.



Credits: Agency: ross&thomas
Art & Copy: Rosario Curcio