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mercoledì 26 agosto 2015

Quanto costa una tazzina di caffè? Non poco: 140 litri d'acqua



Tanto costa all'intero pianeta, spiegano gli esperti. Che rilanciano l'allarme: le colture intensive danneggiano la biodiversità e gli agricoltori

IL PREZZO  di un caffè è quello praticato dai baristi, ma solo dal nostro punto di vista: al pianeta una singola tazza costa 140 litri d'acqua, più 0,1 metri quadrati di terreno, più le perdite di foreste e biodiversità. Un prezzo, quello pagato dai Paesi spesso poveri della fascia equatoriale, che è cresciuto negli ultimi due decenni, di pari passo con l'aumento della domanda mondiale, cui si è fatto fronte cambiando i metodi di produzione agricola.

A porre l'accento sulle conseguenze ambientali del consumo di caffè sono i ricercatori dell'università del Kansas, che hanno esaminato il modo in cui la produzione di massa ha colpito la natura e le risorse economiche degli agricoltori. In nazioni come Colombia, Honduras, Guatemala, Brasile, Vietnam ed Etiopia, negli anni Settanta e Ottanta si è verificata una tecnicizzazione della produzione di caffè, volta a soddisfare la crescente domanda dell'Occidente.

Questo processo, spiegano gli studiosi, ha reso i sistemi di coltivazione simili a quelli di frumento e soia: grandi campi soleggiati hanno preso il posto dei piccoli appezzamenti di terra all'ombra delle foreste; la varietà robusta, resistente al sole, ha preso il posto della più pregiata arabica; gli agricoltori sono stati spinti a coltivare esclusivamente caffè senza diversificare colture e fonti di reddito.

La differenza tra i due metodi è innanzitutto nel consumo d'acqua: le nuove colture intensive, dalla resa maggiore, hanno un fabbisogno molto più elevato, tanto che per una singola tazza di caffè si possono calcolare 140 litri di impronta idrica, ossia di acqua necessaria alla produzione. A confronto una tazza di tè richiede 29 litri e un quinto del terreno agricolo, stando al rapporto recentemente diffuso da "Friends of the Earth".

Non solo: per far posto alle piantagioni di caffè è stata portata avanti una massiccia deforestazione, che il Wwf alcuni anni fa ha quantificato in oltre 10mila km quadrati solo in America centrale, con conseguenze anche sulla biodiversità. Gli effetti delle deforestazione sono stati indagati l'anno scorso dai ricercatori dell'università del Texas: uccelli migratori e pipistrelli hanno perso il loro habitat, le api sono andate via e con loro la preziosa impollinazione, l'ecosistema ha rinunciato ai filtri che depurano aria e acqua, il terreno si è fatto meno ricco di nutrienti e meno resistente alle piogge.

All'impoverimento della natura si è affiancato quello dei coltivatori di caffè, complice il costante calo del prezzo della materia prima. Unico

segnale positivo, il commercio equo che sta aiutando gli agricoltori poveri dei Paesi in via di sviluppo. "I prodotti che compriamo hanno un impatto su qualcuno, positivo o negativo", dice Alexander Myers dell'università del Kansas. "Le scelte che facciamo contano".

fonte: articolo di Repubblica.it

martedì 21 aprile 2015

Mozziconi di sigaretta in terra: un veleno



I mozziconi di sigaretta, gettati via dagli 1,5 miliardi di fumatori nel mondo, sono tanto inquinanti e pericolosi per l’ambiente e per la salute quanto i rifiuti industriali.
Purtroppo, a giudicare soltanto dalla quantità che vediamo dispersa nelle nostre strade, sembrano essere molto rari quei fumatori che si preoccupano di gettare la cicca della sigaretta nei cestini. C’è addirittura chi non si fa scrupoli a gettarla nel mare: nel Mediterraneo, per esempio, rappresentano il 40% dei rifiuti (il 9,5% sono bottiglie di plastica, l’8,5% sacchetti di plastica, il 7,6% lattine di alluminio).


Accendere una sigaretta significa immettere in ambiente più di 4000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di queste sostanze chimiche resta nel filtro e va a contaminare quella parte di sigaretta non fumata che comunemente chiamiamo cicca o mozzicone. Nelle cicche, quindi, è possibile trovare moltissimi inquinanti: nicotina, benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, composti radioattivi come polonio-210, e acetato di cellulosa, la materia plastica di cui è costituito il filtro.

La valutazione si basa su: il numero di fumatori (13 milioni), il numero medio di sigarette fumate da ciascuno (15 sigarette al giorno), i quantitativi di alcuni agenti chimici presenti in ogni cicca e il numero complessivo di cicche immesse in ambiente ogni anno (72 miliardi di cicche/anno).

Tenuto conto del potere filtrante dell’acetato di cellulosa (filtro) è comunque possibile affermare che il carico nocivo immesso in ambiente con i mozziconi di sigaretta è alquanto rilevante.

Nicotina324 tonnellate
Polonio-2101872 milioni di Bq
Composti organici volatili1800 tonnellate
Gas tossici21,6 tonnellate
Catrame e condensato1440 tonnellate
Acetato di cellulosa12240 tonnellate


fonte: articolo di http://www.plef.org

martedì 17 giugno 2014

CHI E’ STATO a buttare il rifiuto per terra?


Il fighetto, l’intellettuale, il prete, la maestra, il manager o l’alternativo?

Non c’è una figura specifica che getta il rifiuto per strada. Lo stiamo facendo un po’ tutti sia perché pensiamo di non fare nulla di male tanto ci sono gli spazzini sia perché tanto la Terra ormai è inquinata e non saremo certo noi a salvarla mettendoci il rifiuto in tasca in assenza di cestini.   

C’è il fighetto che segue la moda compresa quella di buttare per terra la fattura appena uscito dal suo hair stylist di fiducia. 
C’è l’intellettuale che nelle pause pranzo mangia il suo panino vegan nel parco vicino ufficio e getta per terra il foglietto della marca da bollo del suo tabacco preferito. 
C’è il prete che predica bene ma spesso razzola male, visto che dopo essersi fumato la sigaretta fuori dal catechismo la spegne nella fioriera della propria chiesa (tanto c’è la perpetua a pulire). 
C’è la maestra che dopo una stressante giornata passata a insegnare la disciplina ai suoi alunni scalmanati, si concede un bel gelato alla vaniglia e lancia la coppetta vuota e paletta nel cestino ma lascia per terra il tovagliolo.
C’è il manager tutto high tech che non ha ancora trovato una app per smaltire la sua bottiglietta di plastica lanciata dal suo suv in corsa da 120.000 euri.
C’è poi l’alternativo che durante il vernissage della sua amica artista getta nella grata di un tombino la cannuccia del suo drink.

Per queste persone è nato “Ficcatelo in Tasca” il movimento contro i rifiuti lasciati per strada. Uno dei pochi in Italia che cerca di sensibilizzarci sul grosso danno che facciamo anche solo buttando per terra uno scontrino. 


Scopri chi è stato. Clicca qui

mercoledì 23 aprile 2014

Scatta il rifiuto: speciale Arno

Ecco qua la bella schifezza che viene lasciata sulle rive del nostro amato Arno dai pescatori di frodo. Vengono a pescare di giorno oppure di notte e, oltre che fare pesca illegale a strappo di muggini e cefali, lasciano anche il loro ricordino. Una discarica a cielo aperto che sta aumentando giorno dopo giorno sotto il triste occhio dei cittadini e delle autorità che non fanno nulla per impedirlo. Tutti questi rifiuti con la piena del fiume Arno finiscono in mare inquinando le coste e il pesce che finisce sulle nostre tavole.


Anche se quello è territorio della Provincia di Pisa si potrà comunque frenare questa cattiva abitudine dei pescatori di frodo? Magari con telecamere o ronde della Polizia Idraulica?

Foto scattate dal Ficcato Marzio




mercoledì 5 giugno 2013

Chi non ha mai pestato una CACCA DI CANE?



di Valentina Catarsi Ficcata
Si dice porti fortuna, ma è una ben magra consolazione per il povero malcapitato a cui tocca in sorte!
La cacca del cane non raccolta, oltre a scatenare l’ira funesta di chi la calpesta, si decompone in tempi lunghi, ospitando nel frattempo parassiti d’ogni sorta e bruciando il terreno sottostante.
Purtroppo, almeno in Italia, questo semplice gesto civico deve comportare un’enorme sforzo fisico, dato che sono ancora molti i padroni che si aggirano per strade e parchi pubblici sprovvisti di paletta e sacchetto!
Raccogliere la cacca del proprio cane non è solo un semplice gesto di civiltà verso gli altri, ma è anche un segno di rispetto per l’ambiente e per il bene comune!
Fai un favore agli altri e all’ambiente. Pulisci dove sporca il tuo cane!

venerdì 22 marzo 2013


EVENTO DI PULIZIA…Ci aiuti?

E' stata trovata ai piedi dei Monti Pisani una discarica abusiva di rifiuti nocivi. Noi di Fic Movimento in collaborazione con il gruppo "Per i cittadini del Comune di Vicopisano di Marrica Giobbi" e alcuni cittadini volontari, andiamo a pulire.

Sabato 23 Marzo alle 14.30 ci troviamo in Via Panieretta a San Giovanni alla vena (PI), muniti di guanti da giardino e qualche saccone nero.

Sei dei nostri? 
oppure su Facebook

giovedì 13 dicembre 2012

IL MIO PADRONE E' UNA M____!




I Cani dicono basta alle figuracce fatte a causa dei loro padroni che lasciano per strada i loro bisogni.

Quante volte la pestiamo per strada e ci portiamo dietro in casa o al lavoro il suo fastidioso odore? In quel momento malediciamo il cane che l'ha depositata lì, ma se ci pensiamo bene in realtà quello da maledire sarebbe il suo padrone che, portando a spasso il proprio cane, si guarda bene dal togliere con una bustina la sua cacchina e gettarla nel cestinino. 

Alcuni padroni lo fanno ma in molti no e sarebbe il caso di condividere questa campagna a più persone come promemoria prima di uscire col cane per il bisognino quotidiano.

Grazie

giovedì 8 novembre 2012

SUPER INQUINAMENTO fuori dalla Unicredit Ponsacco.

Povera Ponsacco! Povera Terra! 
A Ponsacco, cittadina in provincia di Pisa, gira un sacco di gente alla quale pesa parecchio il culo! Infatti quella gente getta per terra i rifiuti perché fa molta fatica a fare due passi in più per gettarli in un cavolo di cestino o cassonetto. 

Una parte di quella gente è rappresentata da alcuni dei dipendenti della Unicredit di Ponsacco che esce diverse volte al giorno fuori a fumare. Dopo essersi inquinati i polmoni, gli unicredittisti espandono questa loro tendenza ad inquinare lanciando i mozziconi per terra…ogni giorno....ogni anno.

Immaginate quanti migliaia di mozzicono ci sono in giro per Ponsacco volati con vento.

Se è vero che verrà attivata la multa a chi sporca la strada, sicuramente verranno scattate delle foto a quella gente e inviate alla Polizia Municipale di Ponsacco.



giovedì 25 ottobre 2012


Chi se ne frega? Tanto è carta!

Non è vero nulla caro mio!
Lo scontrino che butti per strada non è considerato carta e quindi il pianeta non lo smaltisce come i fazzoletti che usi quando vai nel bosco a fare i bisogni.

Lo scontrino è carta termica i cui componenti reagiscono al calore creando problemi al riciclo. La sua carta infatti è già piena di inchiostro che viene fuori quando viene riscaldato dal registratore di cassa.

Anche i biglietti dell'autobus e gli scontrini del bancomat.